Macao: uno storia di successo del gioco d’azzardo

Mentre la maggior parte del mondo è in difficoltà a causa di forti crisi finanziarie, Macao ha registrato un aumento del 54% delle entrate nei primi sei mesi di quest’anno.
Macao è la “città delle scommesse” in molti sensi. Più dei 70% di tutte le entrate è prodotto direttamente dal gioco d’azzardo. Tutte le altre attrazioni vengono usate unicamente per attrarre ancora più giocatori.
In direzione completamente diversa si colloca a Las Vegas dove solo il 20% delle entrate dei resort proviene direttamente dalle scommesse. Merchandise, spettacoli, bar e club, ristoranti di lusso e costose camere d’albergo forniscono il resto.
Il settore dei casinò di Las Vegas sta mostrando un declino delle entrare nel contesto dell’attuale crisi economica e sembra essere il risultato della diversificazione degli investimenti in direzioni lontane dal cuore degli affari, il gioco d’azzardo. Mentre i responsabili dei casinò cercavano nuove fonti di ricavo sono rimasti vulnerabili alle ondate dell’economia generale.
Il gioco continua a crescere
Un analista di gioco ha suggerito che la crescita del gioco d’azzardo, se adeguatamente sfruttata, potrà continuare senza essere influenzata dalla situazione economica mondiale. E Macao lo dimostra chiaramente.
L’opinione è che Las Vegas otterrebbe maggiori profitti se tornasse alle sue origini. “I meravigliosi giorni di un cocktail di gamberetti ad 1 dollaro, una bistecca a 2 dollari, e camere gratuite sarebbero un efficace isolante contro il crollo dell’economia”.
La crescita asiatica
Nel frattempo, la PricewaterhouseCoopers ha indicato la regione dell’Asia-Pacifico come quella con la più veloce crescita dei mercati, con i nuovi casinò di Macao, della Tailandia e di Singapore che hanno avuto una crescita delle entrate annuali del 15,2%.
Entro il 2012 la regione Asia-Pacifico dovrebbe registrare entrate da gioco del valore di 37,2 miliardi di dollari, circa il 24% del valore mondiale delle entrate da scommesse, in confronto con i 18,3 miliardi di dollari del 2007 peri al 16% delle entrate mondiali.




